Aiuto!!! Il cucciolo mi ringhia!!!

Cominciamo col dire che aggressività e gioco spesso vengono confusi dal neofita: mi sono vista arrivare cani che per telefono erano stati descritti come “aggressivi e pericolosi” (specie nei confronti dei bambini) e che all’atto pratico si sono rivelati semplicemente cuccioli che ringhiavano giocando o che mordicchiavano per gioco.

Come può un neofita distinguere il ringhio giocoso da un ringhio minaccioso?
Per chi conosce i cani c’è un tale abisso tra una manifestazione di aggressività e una di gioco che ci sembra impossibile incorrere in questi equivoci!!!
In questi casi conta molto l’esperienza (che al neofita manca) e la capacità di “leggere” l’atteggiamento generale del cane.

In realtà il ringhio è sempre un segnale di minaccia: equivale un po’ a frasi come “vieni qui che ti spacco la faccia”, o “se continui ti faccio a pezzi!”.
E’ chiaro che c’è una bella differenza tra le stesse frasi pronunciate da due amici che stanno scherzando o tra due sconosciuti che stanno litigando sul serio: ma le frasi sono identiche, quello che cambia è il “contorno”.
Lo stesso succede con i cani!
- Quindi, consiglio numero uno: leggersi qualche buon libro sul linguaggio del cane, la sua mimica facciale e corporea, i segnali che invia.

- Consiglio numero due: imparare a distinguere il cosiddetto “growl”, e cioè il ringhio a bocca chiusa (o a bocca piena, perché il cucciolo lo emette giocando quando ha in bocca un manicotto o uno straccio) dallo “snarl”, il ringhio a bocca aperta.


Mentre il primo può essere un semplice avvertimento (“basta, son stufo”; oppure “non venire più avanti di così”, o “non toccarmi, non gradisco”) o un’espressione di gioco (l’equivalente del  “ti faccio a pezzi” umano pronunciato per scherzo), il secondo è sempre e solo un ringhio di seria minaccia, che può essere seguito dall’aggressione vera e propria.

Ma quand’è che un cane minaccia seriamente qualcuno?
In un adulto possono esserci moltissime motivazioni: la competitività sessuale o gerarchica, la territorialità, la difesa della prole, la predatorietà ed altre ancora.
Un cucciolo o un cucciolone, però, sono ancora letteralmente incapaci di provare la maggior parte di questi impulsi: quindi i casi di aggressività (o per meglio dire i primi “accenni” di aggressività) sono quasi sempre legati a tre soli fattori: l’autodifesa, la possessività e la difesa del cibo,

Leviamoci subito dalla testa che un cucciolo ci ringhi “perché è dominante”: il concetto di dominanza e di gerarchia NON ESISTE PROPRIO in un cane che abbia meno di tre mesi (la fase di ordinamento gerarchico nel branco non inizia neppure prima di questa età)  è ancora molto nebuloso nel cucciolone di quattro-sei mesi, che può pensare di sfidare un umano solo se questi ha dimostrato di essere proprio un completo incapace come “capo”. 

Un cucciolone sa benissimo di non essere abbastanza maturo per sostenere un confronto con qualcuno che è  più grosso di lui. Quindi, se sfida, sarà più sul piano psicologico: si potranno avere disobbedienze e “mancanze di rispetto” (per esempio appropriarsi della poltrona o delle pantofole del “capo”), ma non si arriva MAI alla minaccia/attacco per motivi gerarchici.
E ora vediamo i motivi per cui un cane molto giovane può minacciare il morso:

- DIFESA DEL CIBO: si manifesta con il classico ringhio sulla ciotola, se si cerca di toccarla-spostarla, o sull’osso.
Il cucciolo ha tutte le ragioni del mondo per comportarsi così, perché sta difendendo la sua stessa vita (almeno dal suo punto di vista): quindi, se è lecito fargli capire che non deve ringhiare/mordere, è anche giusto fargli capire che non deve farlo perché NON CE N’E’ ALCUN MOTIVO.
Il modo migliore per convincere il cane che non intendiamo privarlo del suo cibo è quello di toccare la ciotola solo per AGGIUNGERE altro cibo: quindi, fin dai primi giorni, mettiamo nella ciotola solo metà della porzione prevista, e quando il cucciolo ha cominciato a mangiare aggiungiamo un po’ alla volta il resto, facendogli prima vedere/annusare la mano con il cibo, poi deponendolo nella ciotola, poi spostando un pochino la ciotola, poi infilandoci la mano dentro eccetera eccetera… ma senza toglierla veramente finché non è vuota.
Nel giro di pochi giorni il cucciolo capirà che “mano in avvicinamento” non significa “pericoloso ladro di ciotole in arrivo”, bensì “arriva altra pappa”: quindi non avrà più nessun motivo per minacciarci, perché a sua volta non si sentirà minacciato.
Semplice, lineare e facilissimo da mettere in pratica.

I cuccioli abituati a vedere la mano che “aggiunge” cibo, e non che lo sottrae, scodinzolano felici quando tocchiamo le loro ciotole.

Altri accorgimenti utili:
- Insegnare i comandi “ASPETTA” e “PRENDI” (o altri termini a vostra scelta: NON ANCORA per l’attesa, MANGIA, OKAY o altro come comando liberatorio. Come sempre, per il cane la parola non significa nulla finché non viene condizionato ad abbinarla a un’azione).
Questo serve a  far capire bene al cane (cucciolo o adulto che sia) che siete voi a gestire le risorse e che quindi siete il “capo”.
Date il comando ASPETTA ogni volta che gli porgete qualcosa (ciotola, gioco, osso: qualsiasi cosa): piegatevi verso il cane con l’oggetto in una mano e stendete l’altra mano verso il muso del cane, pronunciando la parola ASPETTA.
Qualsiasi cosa faccia il cane (saltare, abbaiare, smatteggiare) ignoratela completamente.
A un certo punto il cane sicuramente si siederà, o comunque si calmerà: solo a quel punto dategli ciò che avevate in mano, con il comando liberatorio (io uso PRENDI, ma vanno bene anche OKAY, MANGIA o quello che preferite). Ripetete ogni volta che dovete dargli qualcosa, con calma e pazienza.

- POSSESSIVITA’:  con l’osso (vero o finto) o i giocattoli che il cucciolo pensa di dover difendere perché “sono suoi” ci si deve comportare nello stesso identico modo: la mano che sottrae deve dare sempre qualcosa in cambio: un bocconcino, un altro gioco, qualcosa che sia sempre molto gradito al cane. PRIMA si dà il nuovo e POI si toglie il vecchio.

- AUTODIFESA: un cucciolo, solitamente, NON va in autodifesa se non ha avuto qualche sgradevole esperienza precedente che lo induca a pensare di doversi preoccupare.

Quindi, per evitare questa reazione, basta non scatenarla.

N.B.: I cani più ringhiosi/mordaci sono sempre quelli che sono stati picchiati, minacciati, insomma trattati “alla Millan”, laddove il leader è visto come una figura che si impone con la forza anziché come una figura da amare e stimare!!!
Se il danno è già stato fatto, eliminate completamente ogni vostro atteggiamento aggressivo/violento e sostituitelo con quelli visti sopra, andandoci ovviamente più cauti e rispettando soprattutto molto le distanze (la cosiddetta prossemica): il cucciolo/cucciolone avrà una sua “distanza di sicurezza”, al di fuori della quale non ci considererà una minaccia, mentre se la superate comincerà a dare segnali di nervosismo e poi di aggressività.
Agite inizialmente rimanendo ai margini di questa distanza, che progressivamente si accorcerà man mano che il cane si renderà conto che non ha nulla da temere.

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